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Immanenza e trascendenza in Montale: l'esempio di Bergson.

Author: Raffaele Lampugnani
Publisher: Spunti e ricerche
Edition/Format:   Downloadable article : English : Online PDF
Publication:Spunti e ricerche; rivista d'italianistica; Vol 6, No 1 (1990); 57-75
Database:WorldCat
Summary:
"Le mie poesie sono funghi nati spontaneamente in un bosco" afferma Mentale, aggiungendo però che "il bosco [...] non era vergine, era stato concimato da molte esperienze e letture".1 Fra le esperienze citate dal poeta figura la lettura degli scritti del filosofo francese Henri Bergson .2 Lettura destinata a esser assorbita nel "grande semenzaio" lessicale di cu parla il poeta in "Intenzioni", ma che influì anche
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Details

Genre/Form: info:eu-repo/semantics/article
info:eu-repo/semantics/publishedVersion
Peer-reviewed Article
Material Type: Internet resource
Document Type: Internet Resource, Article
All Authors / Contributors: Raffaele Lampugnani
ISSN:2200-8942
OCLC Number: 795745051
Language Note: English
Notes: application/pdf
Online PDF
More information:

Abstract:

"Le mie poesie sono funghi nati spontaneamente in un bosco" afferma Mentale, aggiungendo però che "il bosco [...] non era vergine, era stato concimato da molte esperienze e letture".1 Fra le esperienze citate dal poeta figura la lettura degli scritti del filosofo francese Henri Bergson .2 Lettura destinata a esser assorbita nel "grande semenzaio" lessicale di cu parla il poeta in "Intenzioni", ma che influì anche sul suo stato d'animo.L'adozione di un punto di vista filosofico bergsoniano sarebbe dovuta, secondo Montale, a una necessità conoscitiva: "...forse negli anni in cui composi gli Ossi di seppia (tra il '20 e il '25) agi in me la filosofia dei contingentisti francesi, del Boutroux soprattutto, che conobbi meglio del Bergson. Il miracolo era per me evidente come la necessità" .3 Il riferimento ai flosofi francesi non è sfuggito alla critica che però tende a limitarne l'influsso all'epoca della stesura degli Ossi, come lo stesso poeta suggerisce, o a sottolinearne aspetti specifici quali "l'attimo contingente della percezione", il suo rapporto con la problematica del "correlativo oggettivo",4 o del recupero mnemonico.5 Ettore Bonora, amico ed interlocutore di Montale respinge l'ipotesi di un influsso dei contingentisti "al di là della stagione degli Ossi di seppia", affermando inoltre che tale influsso non pub essere stato diretto, ma assimilato "per la via traversa dei libri di divulgazione e di storia del pensiero" .6Il critico Arshi Pipa, nel suo saggio "L'influence de Boutroux et de Bergson sur Montale", pubblicato nel 1976, giudica invece l'adozione della filosofia bergsoniana come posizione morale del poeta che vuole evadere dalla sua condizione di prigioniero metafisico e trascendere le limitazioni umane: "Le sujet poétique y apparait comme le point d'intersection d'une réalité numénique, à laquelle il aspire, et d'une réalité infrahumaine faite d'animaux et de choses..."7

Italian language -- Periodicals

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