Portico d'Ottavia 13 : una casa del ghetto nel lungo inverno del '43 (Book, 2013) [WorldCat.org]
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Portico d'Ottavia 13 : una casa del ghetto nel lungo inverno del '43
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Portico d'Ottavia 13 : una casa del ghetto nel lungo inverno del '43

Author: Anna Foa
Publisher: Roma : Editori Laterza, ottobre 2013.
Series: I Robinson.; Letture
Edition/Format:   Print book : Biography : Italian : Prima edizioneView all editions and formats
Summary:
La razzia cominciò poco prima delle cinque e trenta. Scrupolosamente, gradino dopo gradino, i nazisti salirono le larghe scale di marmo consunte della Casa fermandosi ad ogni porta senza tralasciarne nessuna. Un'antica casa medioevale ormai degradata, un vasto cortile rinascimentale. È qui che il 16 ottobre del 1943 i nazisti arrestano più di trenta ebrei, un terzo dei suoi abitanti, tra i più poveri della  Read more...
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Details

Genre/Form: History
Material Type: Biography, Internet resource
Document Type: Book, Internet Resource
All Authors / Contributors: Anna Foa
ISBN: 9788858109397 8858109392
OCLC Number: 861616358
Notes: Includes index.
Description: xiv, 143 pages : illustrations ; 21 cm.
Series Title: I Robinson.; Letture
Responsibility: Anna Foa.

Abstract:

La razzia cominciò poco prima delle cinque e trenta. Scrupolosamente, gradino dopo gradino, i nazisti salirono le larghe scale di marmo consunte della Casa fermandosi ad ogni porta senza tralasciarne nessuna. Un'antica casa medioevale ormai degradata, un vasto cortile rinascimentale. È qui che il 16 ottobre del 1943 i nazisti arrestano più di trenta ebrei, un terzo dei suoi abitanti, tra i più poveri della Comunità. Sono per lo più vecchi, donne e bambini. Altri quattordici saranno catturati nei mesi successivi. Questa è la storia degli abitanti della Casa e dei nove mesi segnati per gli ebrei romani da oltre duemila deportazioni. Sono presi per strada, nel quartiere del vecchio ghetto da cui non si sono allontanati, nelle stesse case in cui sono tornati, nei negozi, perfino al bar. Li arrestano soprattutto i fascisti, le bande autonome dipendenti direttamente da Kappler mosse dall'avidità della taglia, guidate dalle delazioni delle spie. Tutto può accadere: sono l'avidità e la crudeltà la norma della spietata caccia all'uomo. Quando le spie indicano gli ebrei alle bande, un carrozzone si avvicina per far salire gli arrestati, liberarne alcuni, mandarne altri a morte, a seconda della convenienza e del capriccio. L'arbitrio era re nella Roma di quei mesi. Intorno, il caos più tremendo, nessuna forma di organizzazione, il vuoto, i bombardamenti, la fame, i rastrellamenti, le fosse Ardeatine. Il quartiere è il teatro di questa caccia infinita, un teatro che attira come una calamita i suoi abitanti e i cacciatori, che conoscono le loro prede e sanno come e dove trovarle--

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